Intimitalia Linee Guida

Intimitalia Linee Guida

LINEE GUIDA

PER INTIMACY COORDINATION

Nell'ambito dell'Audiovisivo e dello Spettacolo dal Vivo in Italia

Intimitalia – Unione Intimacy Coordinators

© 2026

Associazione "Intimitalia" – Via Guglielmo Quartucci 294, 00046 Grottaferrata (Roma) – C.F. 92043930582 2PARTE

INDICE


PARTE PRIMA Introduzione, obiettivi e inserimento della figura in Italia

Ruolo, responsabilità e diritti dell'Intimacy Coordinator; consenso, ingaggio, produzione, audizioni,

contratti, set chiuso, modesty garments, figurazioni e tutela delle persone minorenni.

  1. Introduzione
  2. Obiettivi
  3. Inserimento del ruolo in Italia
  4. Definizione e rilevanza delle scene di intimità
  5. Il principio del consenso
  6. Linee guida per l'ingaggio dell'Intimacy Coordinator
  7. Linee guida per il processo di produzione
  8. Linee guida per audizioni
  9. Linee guida per contratti / riders
  10. Linee guida per set chiuso
  11. Modesty garments / intimi di servizio
  12. Figurazioni – figurazioni speciali – stand-in – body double
  13. Tutela per le persone minorenni

Link utili

PARTE SECONDA Salute mentale, intersezionalità, pratiche non convenzionali e formazione

Benessere psicologico, coordinamento interdisciplinare, rappresentazione e intersezionalità, identità,

disabilità, cultura e religione, espressioni alternative di intimità.

  1. Salute mentale e gestione delle scene intime
  2. Coordinamento interdisciplinare
  3. Rappresentazione ed intersezionalità nelle scene con contenuto intimo
  4. Rappresentazione dell'intimità delle diverse identità sessuali
  5. Rappresentazione dell'intimità delle persone con disabilità
  6. Rappresentazione culturale e religiosa
  7. Espressioni alternative di intimità

PARTE TERZA Linee guida per la presenza dell'Intimacy Coordinator in scene di intimità non simulate

Compiti, responsabilità, gestione del consenso, kit di supporto, situazioni critiche e aftercare nelle scene non simulate


PARTE PRIMA - INTRODUZIONE, OBIETTIVI E INSERIMENTO DELLA FIGURA IN ITALIA

1. Introduzione


Questo documento definisce il ruolo, le responsabilità e i diritti dell'Intimacy Coordinator (IC) con riferimento all'industria italiana, stabilendo linee guida volte a garantire pratiche che tutelino i diritti e la professionalità di tutte le persone coinvolte nella realizzazione di scene che includono nudità, intimità, atti sessuali – simulati o non simulati – e rappresentazioni di violenza sessuale e di genere.

Questo protocollo si propone di promuovere un ambiente di lavoro che tuteli tutti i membri del cast e della troupe durante lo svolgimento di scene di intimità. Tale tutela si fonda principalmente sulle pratiche di consenso nonché sull'attenzione alle esigenze specifiche di ciascun individuo, riconoscendo la diversità delle esperienze, dei corpi e delle sensibilità.

Ci impegniamo a sostenere la creazione di un contesto professionale equo e consapevole, dove la collaborazione tra le parti – interpreti, produzione, regia, reparti tecnici, artistici e intimacy coordinators – si basi sulla fiducia reciproca, sulla trasparenza e sulla responsabilità condivisa.

A chi ci rivolgiamo?

La guida si rivolge a tutte le figure professionali coinvolte nelle varie fasi del processo produttivo: produzione, regia, rappresentazione artistica, casting, intimacy coordination, performers, membri della troupe in tutti i suoi reparti.

Pensato come uno strumento pratico e accessibile, il documento include linee guida dettagliate per supportare ogni fase del progetto artistico: dall'audizione e preproduzione, fino alla sua realizzazione e/o rappresentazione finale. L'obiettivo è offrire un riferimento chiaro e condiviso che promuova buone pratiche, rispetto reciproco e trasparenza in tutte le fasi della creazione.

Consapevoli della continua evoluzione delle pratiche e delle sensibilità legate alla rappresentazione dell'intimità in scena, ci impegniamo a mantenere questo documento vivo e aggiornato. Attraverso l'ascolto attivo, l'apprendimento costante e il confronto con chi lavora sul campo, miriamo a favorire una cultura del consenso, del rispetto e della cura, in scena, sul set e in tutti i luoghi di lavoro nel cinema/audiovisivo e nello spettacolo dal vivo.

2. Obiettivi


Queste linee guida nascono con l'intento di promuovere un approccio consapevole e collaborativo alla rappresentazione dell'intimità nel contesto artistico e produttivo, sostenendo la professionalizzazione del settore e tutelando il benessere di tutte le persone coinvolte.

Le presenti linee guida si propongono di:

Favorire pratiche di consenso informato nella gestione delle scene di intimità, assicurando che ogni partecipazione avvenga in modo libero, consapevole e rispettoso in tutte le fasi del processo creativo.

Tutela dello spazio creativo: garantire un ambiente in cui fiducia, ascolto e collaborazione siano al centro della pratica artistica, favorendo condizioni che mirino a valorizzare il contributo e l'espressione personale di ogni professionista.

Sostenere la visione artistica del progetto, ponendo la rappresentazione dell'intimità al servizio della narrazione, affinché ogni scelta scenica sia coerente, motivata da esigenze drammaturgiche chiare e condivise con il team creativo.

Promuovere l'inclusione della figura dell'Intimacy Coordinator (IC) nei contesti in cui la sua presenza sia necessaria, riconoscendone il valore nella tutela delle persone e nel miglioramento della qualità artistica e organizzativa del prodotto finale.

Favorire una comunicazione trasparente e costruttiva tra tutte le parti coinvolte nella preparazione, messa in scena e rappresentazione dell'intimità, incoraggiando un dialogo aperto e responsabile.

Promuovere la sensibilizzazione e la formazione di operatorǝ del settore, offrendo risorse e linee guida volte a diffondere una cultura del rispetto, del consenso anche nei contesti produttivi meno strutturati.

3. Inserimento del ruolo in Italia


In Italia, l'introduzione della figura IC rappresenta un'evoluzione significativa verso una maggiore consapevolezza, responsabilità e professionalizzazione nella gestione delle scene che coinvolgono nudità, intimità, atti sessuali – simulati o non simulati, scene che richiedono una forte esposizione fisica ed emotiva.

Recenti aggiornamenti al contratto nazionale prevedono l'utilizzo di intimacy coordinators per prevenire molestie sul lavoro e contrastare qualsiasi disparità (CCNL per Interpreti, Attrici ed Attori del comparto di produzione del cineaudiovisivo).

Questa figura riveste un ruolo centrale non solo per il contributo creativo che può offrire al processo artistico, ma anche per la sua funzione di tutela del benessere fisico, psicologico ed emotivo delle persone coinvolte.

Cosa fa, nello specifico, un Intimacy Coordinator?

L'IC è unǝ professionista indipendente che funge da figura di riferimento e mediazione tra produzione, reparti, regia e interpreti. Il suo ruolo è volto a garantire che le scene di intimità siano gestite in modo sicuro, consensuale e artisticamente coerente.

Tra i compiti principali dell'IC vi sono:

Creare un contesto di lavoro sereno, trasparente e rispettoso dei confini individuali, aderendo a protocolli e linee guida riconosciute a livello nazionale e internazionale. Un aspetto essenziale del suo lavoro è la promozione del consenso informato, continuo e revocabile, attraverso una comunicazione chiara, strutturata e costante con interpreti e vari reparti coinvolti nella produzione. Questo approccio contribuisce a prevenire situazioni di disagio, ambiguità o rischio.

Supportare la regia nella messa in scena di momenti intimi, collaborando alla costruzione della scena in modo che sia coerente con la narrazione e l'estetica dell'opera. L'IC può contribuire alla coreografia all'interno della scena di intimità, lavorando con precisione sulle dinamiche fisiche ed emotive, affinché ogni gesto sia intenzionale e motivato dal contesto drammaturgico.

Coordinare gli aspetti organizzativi e produttivi legati alle scene sensibili, fungendo da punto di raccordo tra i reparti artistici e tecnici. La presenza dell'IC facilita una pianificazione più efficiente, riduce il rischio di incomprensioni o controversie, tutela la produzione da possibili problematiche legali o assicurative e contribuisce a elevare la qualità complessiva del lavoro.

Redigere e gestire documentazione a supporto delle scene intime, tra cui: valutazioni del rischio (risk assessment), riders, checklist e report finali. Questi strumenti rafforzano la trasparenza del processo e tutelano formalmente sia la produzione che tutte le figure professionali coinvolte.

Supportare il reparto costumi nell'utilizzo dei modesty garments, ovvero indumenti tecnici pensati per coprire le aree sensibili. L'IC collabora affinché questi strumenti siano scelti e applicati correttamente garantendo comfort, funzionalità e continuità visiva.

Gestione di contesti non simulati: nel caso di produzioni con atti sessuali non simulati, implementare linee guida specifiche, nel rispetto delle normative vigenti e degli standard etici. In questi contesti, l'IC contribuisce a garantire consenso esplicito, sicurezza sanitaria, tutela della privacy e corretta gestione documentale.






4. Definizione e rilevanza delle scene di intimità

Cosa si intende per scene di intimità?

Ai fini di questo documento, si definiscono scene d'intimità tutte quelle sequenze che implicano una

vulnerabilità fisica, emotiva o psicologica e che richiedono particolare attenzione, preparazione e

consenso. Rientrano in questa categoria, a titolo esemplificativo:

Interazioni individuali esplicite — interazioni intime dell'interprete con sé stessǝ, a carattere sessuale,

sensuale o esplicito, come la simulazione di atti di autoerotismo, spogliarelli, o l'utilizzo di oggetti scenici

con connotazioni sessuali (es. sex toys).

Scene di nudità totale o parziale — situazioni in cui l'interprete appare nudǝ, seminudǝ, in biancheria o in

abiti succinti, sia durante interazioni con altri personaggi, sia in azioni svolte individualmente.

Interazioni fisiche ed emotive complesse — interazioni tra interpreti che prevedono contatto corporeo o

un grado significativo di esposizione. Rientrano in questa categoria, a titolo esemplificativo: carezze

romantiche, baci, rappresentazioni di atti sessuali di qualsiasi natura e scene che includano atti di violenza

sessuale, cura e assistenza a personaggi vulnerabili (ad esempio manipolazione di persone anziane, la

gestione di neonatǝ o bambinǝ).

Associazione "Intimitalia" – Via Guglielmo Quartucci 294, 00046 Grottaferrata (Roma) – C.F. 92043930582 5Perché è importante la presenza dell'Intimacy Coordinator?

La presenza dell'IC nella lavorazione di questa tipologia di scene è fondamentale in quanto:

• Tutela il benessere fisico ed emotivo degli interpreti;

• Promuove il consenso informato, continuo e revocabile;

• Facilita una comunicazione trasparente tra tutte le parti coinvolte;

• Contribuisce alla coerenza narrativa di ogni scelta scenica, riducendo il rischio di re-shoot,

incomprensioni o problemi legali per la produzione.

5. Il principio del consenso

Il consenso consiste nella manifestazione libera, consapevole ed esplicita della volontà di una persona di

autorizzare o accettare un determinato atto o comportamento; è un concetto complesso e

multidimensionale, oggetto di un ampio dibattito in numerosi ambiti disciplinari e professionali. Poiché

tale dibattito è tuttora in evoluzione e comprende prospettive diverse e talvolta divergenti, il presente

documento non intende fornire una trattazione esaustiva del tema, ma propone una definizione e alcuni

principi di riferimento funzionali agli obiettivi qui perseguiti.

È importante sottolineare che il modo in cui si esprime o si riconosce il consenso può variare a seconda

del contesto culturale, sociale e personale.

Desideriamo sottolineare che il consenso costituisce un principio imprescindibile nella gestione e nella

messa in scena di scene di intimità, in particolare quando queste includono contenuti sessuali o

richiedono un elevato grado di esposizione fisica ed emotiva. Questo principio si fonda su una

comunicazione chiara, informata e continua tra interpreti, registǝ e intimacy coordinator, finalizzata a

garantire che ogni interazione fisica sia concordata e costruita nel rispetto reciproco.

Il consenso rappresenta pertanto un elemento essenziale per la creazione di un ambiente di lavoro

professionale, in cui siano chiaramente definiti limiti, aspettative e modalità di interazione, al fine di

prevenire situazioni di disagio, fraintendimenti o esposizioni non desiderate tra tutti i membri del cast e

della troupe.

La presenza dell'intimacy coordinator permette di facilitare questo processo, fungendo da tramite per

garantire il rispetto dei limiti concordati e al contempo sostenere la visione creativa ai fini di poter

valorizzare il contributo artistico e professionale di ogni figura coinvolta.

Mettere il consenso al centro del processo produttivo aiuta a proteggere il benessere psicofisico di tutte

le persone coinvolte e a costruire un rapporto di fiducia, creando le condizioni per performance più

consapevoli e per una gestione più attenta dei rischi.

Questo documento si configura inoltre come uno strumento aperto e in evoluzione, che auspica di

arricchirsi nel tempo attraverso il confronto, la riflessione critica e i contributi provenienti dalle diverse

comunità professionali, accademiche e associative interessate al tema. In tale prospettiva, le indicazioni

Associazione "Intimitalia" – Via Guglielmo Quartucci 294, 00046 Grottaferrata (Roma) – C.F. 92043930582 6qui contenute devono essere intese come un punto di partenza per un percorso di approfondimento e

aggiornamento continuo.

6. Linee guida per l'ingaggio dell'Intimacy Coordinator

È consigliabile prevedere l'assunzione di un minimo di due IC per ogni produzione. Questo garantirà una

copertura più efficace, per una completa gestione di scene più complesse, inclusi eventuali imprevisti.

Nelle scene che coinvolgono gruppi di persone in contesti intimi, come orge, feste a sfondo sessuale o

interazioni tra più personaggi, è fondamentale prevedere la presenza di più IC per poter garantire che

vengano rispettati i parametri posti e minimizzare i rischi. Ogni componente del cast può avere limiti,

esigenze e coreografie specifiche, rendendo logisticamente impossibile per un solo IC monitorare e

supportare efficacemente tutte le persone coinvolte in tempo reale. Avere più IC consente una

preparazione accurata, una comunicazione chiara e un'attenzione individuale, affinché ogni persona si

senta ascoltata, rispettata e tutelata durante tutto il processo. Questo approccio non solo è in linea con le

migliori pratiche del settore, ma rappresenta anche uno standard che riflette un impegno concreto verso

una maggiore professionalità e sicurezza sul set.

È consigliabile che l'IC ingaggiato abbia completato una formazione accreditata da SAG-AFTRA

(programma di formazione SAG-AFTRA) o, in alternativa, abbia completato una serie di formazioni

specifiche e possieda un'esperienza professionale adeguata in ambito cinematografico, televisivo e/o

nello spettacolo dal vivo.

Per garantire un intervento efficace, sicuro e professionale, è fondamentale che l'IC possieda una

formazione solida e una comprovata esperienza nei seguenti ambiti:

• Pratiche di consenso: formazione sulla gestione delle scene di intimità attraverso la negoziazione e

gestione dei confini personali e altrui.

• Coreografia e movimento: competenze in coreografia, coaching del movimento, tecniche di masking

e gestione fisica dell'intimità.

• Prevenzione delle molestie: formazione specifica sulla prevenzione delle molestie e delle molestie

sessuali nei luoghi di lavoro.

• Uso delle protezioni di scena: padronanza nell'impiego appropriato di dispositivi di sicurezza e

protezioni (intimo di scena, modesty garments, cuscinetti protettivi, ecc.).

• Mediazione e gestione dei conflitti: formazione in mediazione, comunicazione non violenta e

risoluzione dei conflitti interpersonali.

• Consapevolezza identitaria: conoscenze approfondite su identità di genere, orientamenti sessuali e

fenomeni di marginalizzazione o esclusione basati sull'orientamento sessuale.

• Antirazzismo ed EDI: formazione continua in antirazzismo, equità, diversità, inclusione (EDI) e

tecniche di bystander intervention.

• Salute mentale e gestione del trauma: certificazioni o corsi in primo soccorso psicologico, supporto

alla salute mentale e strumenti per l'accompagnamento nei contesti di potenziale riattivazione del

trauma.

Associazione "Intimitalia" – Via Guglielmo Quartucci 294, 00046 Grottaferrata (Roma) – C.F. 92043930582 7• Esperienza pregressa sul set e/o spettacolo dal vivo: è fondamentale aver maturato esperienze in

contesti di lavoro audiovisivo o in teatro, per garantire una comprensione pratica delle dinamiche

professionali e delle esigenze di produzione.

• Controllo dei precedenti penali: verifica dell'assenza di carichi pendenti o condanne relative a reati

di natura sessuale, violenta o incompatibili con il ruolo.

• Flessibilità e adattabilità: capacità e disponibilità ad adattare funzioni, protocolli e strumenti di

intervento alle diverse esigenze di ciascun set, progetto o contesto produttivo.

7. Linee guida per il processo di produzione

L'intimacy coordination richiede una documentazione completa a garanzia del rispetto dei consensi

concordati e delle buone pratiche da applicare sul set. Il lavoro inizia con una valutazione iniziale della

sceneggiatura, durante la quale l'intimacy coordinator (IC) elabora uno spoglio dettagliato che identifica le

scene contenenti nudità, atti sessuali simulati o contatti fisici intimi, scene che includono minori e

momenti particolarmente delicati da un punto di vista intimo/emotivo.

Una volta confermata con la produzione la presenza dell'IC, viene effettuata una valutazione dei rischi

specifica per ogni scena (risk assessment), tenendo conto di fattori come la prossimità fisica, vulnerabilità

e asimmetrie di potere all'interno del cast. Dopo ogni giornata di riprese, l'IC redige un rapporto che

riassume quanto avvenuto, eventuali variazioni dalla coreografia concordata e i feedback degli interpreti

(report). La documentazione necessaria può inoltre includere i moduli per nudity riders (clausole sulla

nudità o sesso simulato), compilati in dialogo con lo staff legale, per indicare, dove necessario, limiti e

livelli di comfort in relazione alle richieste di regia e/o checklist di accordo firmate da interpreti e

produzione a conferma della comprensione condivisa delle richieste, dei limiti e dei protocolli stabiliti.

Quali documenti verranno mandati dall'Intimacy Coordinator alla produzione?

• Valutazione preliminare / Spoglio dei contenuti d'intimità (Preliminary evaluation / Intimacy

Breakdown).

• Valutazione dei rischi (risk assessment) per ciascuna scena di cui è confermata la presenza

dell'IC sul set.

• Modulo Informativo per Nudity Rider (per cast).

• Modulo checklist agreement (per cast e/o figurazioni).

• Relazione post riprese (Report).

• Protocollo Set Chiuso.

Fase di Pre-Produzione

Spoglio – Valutazione preliminare della scrittura/sceneggiatura da condividere con la produzione (Initial

Risk Assessment / Intimacy Breakdown).

Confronto con il gruppo creativo (produttori esecutivi, registi, sceneggiatori) per analizzare nel dettaglio il

breakdown della sceneggiatura, con particolare attenzione alle scene di intimità. Si definisce il livello di

Associazione "Intimitalia" – Via Guglielmo Quartucci 294, 00046 Grottaferrata (Roma) – C.F. 92043930582 8nudità previsto, le modalità delle eventuali simulazioni sessuali e altri aspetti che riguardano consenso e

coerenza narrativa.

Comunicazione trasparente e quanto più specifica con il cast fin dalle prime fasi, in merito alle richieste

relative a nudità, scene di sesso simulato, intimità fisica o emotiva, e altre sequenze potenzialmente

delicate o sensibili.

Incontri individuali con ciascun interprete prima delle prove o delle riprese, per garantire una

comprensione approfondita delle aspettative creative e pratiche, nonché per fornire spazio a domande,

dubbi o osservazioni.

Collaborazione interdipartimentale con assistenti alla regia, reparto costumi e trucco, reparto

scenografia (props), reparto effetti speciali (VFX), per assicurarsi che gli interpreti siano dotati di

abbigliamento tecnico appropriato (modesty garments), protezioni, protesi che rispettino le loro esigenze,

parametri contrattuali e/o nudity riders.

Verifica del consenso continuativo durante l'intero periodo di prove, con particolare attenzione a

eventuali cambiamenti di disponibilità, confini o esigenze personali.

Mediazione di eventuali discrepanze o fraintendimenti tra cast, produzione e regia riguardo agli accordi

presi, le richieste di scena, o le modalità di esecuzione.

Sul Set

Implementazione del "set chiuso", in conformità ai protocolli internazionali, limitando l'accesso durante

le riprese di scene di intimità esclusivamente al personale essenziale.

Assistenza alla messa in scena, su richiesta, in qualità di coreografǝ o consulente per il movimento, per

assicurare che ogni gesto sia eseguito nel rispetto del consenso, coerentemente con la pertinenza

drammaturgica e la visione registica.

Tutela dei minori, ove coinvolti in scene delicate, con particolare attenzione alle normative vigenti e alla

mediazione con genitori, tutori, coach e reparti legali.

Revisione e verifica finale con interpreti e regia e reparti riguardo a: contenuti delle scene,

costumi/modesty garments, barriere, inquadrature, protesi e ogni altro elemento concordato, prima

dell'inizio delle riprese.

Fase di Post-Produzione

Supporto al termine delle riprese, nei giorni successivi, al cast, nel caso emergano domande, dubbi o

preoccupazioni legate alle scene di intimità realizzate. Questo momento di confronto può avvenire su

base volontaria e in un contesto riservato, ai fini della produzione della relazione post riprese (report).

Verifica del montaggio finale (final cut) in modo da accertarsi che i contenuti d'intimità siano conformi

agli obblighi contrattuali firmati, alle condizioni stabilite nei nudity riders e ai parametri concordati con

interpreti e produzione. Tutti i materiali contenenti scene di intimità devono essere contrassegnati

chiaramente con l'etichetta "Accesso Ristretto" e condivisi esclusivamente con le persone formalmente

autorizzate e direttamente coinvolte nella loro gestione. Devono contenere delle descrizioni dettagliate

Associazione "Intimitalia" – Via Guglielmo Quartucci 294, 00046 Grottaferrata (Roma) – C.F. 92043930582 9dei contenuti sensibili, a tutela del reparto di montaggio della scena e del suono. Le fasi di montaggio,

registrazione ADR e altri interventi tecnici su contenuti sensibili devono avvenire in ambienti chiusi, sicuri

e con accesso controllato, alla presenza esclusiva di personale autorizzato.

Verifica del materiale non utilizzato con contenuti sensibili (riprese escluse, prove, versioni scartate,

ecc.). Questo materiale deve essere smaltito e distrutto in modo definitivo, nel rispetto delle policy di

protezione dei dati sensibili e dell'integrità degli interpreti coinvolti.

8. Linee guida per audizioni

Presenza e ruolo dell'Intimacy Coordinator durante le audizioni.

L'Unione Italiana Casting Directors, nel 2023, ha pubblicato le "linee guida contro gli abusi durante la fase

di casting", con l'obiettivo di sensibilizzare tutte le professionalità coinvolte nelle fasi di casting su

situazioni di pericolo ed eventuali scorrettezze. Questo documento è stato un importante precedente che

ha contribuito significativamente a una maggiore regolamentazione di questa fase e alla prevenzione di

eventuali abusi.

L'Intimacy Coordinator (IC) può svolgere un ruolo cruciale già nella fase di audizioni, assicurando che il

processo si articoli nel pieno rispetto del benessere e del consenso di ogni interprete.

In generale, non è consentito richiedere all'interprete, nel self-tape e nelle prime fasi di

un'audizione, simulazioni di attività sessuale o nudità.

Le audizioni devono limitarsi a simulazioni di contenuti intimi o sessualmente espliciti, senza mai

richiedere nudità, atti sessualizzati reali o contatti fisici inappropriati.

È possibile richiedere, in alcuni casi specifici, nelle fasi finali dei provini in presenza (call back), simulazioni

di contenuti intimi, senza mai richiedere nudità né parziale né totale, atti sessuali reali o contatti fisici

inappropriati. È necessario che lǝ performers siano avvisatǝ preventivamente e che sia presente un

intimacy coordinator durante la fase di negoziazione dei consensi.

Coinvolgimento dell'IC

Ogni volta che l'audizione prevede anche solo una simulazione di intimità e, in particolare, un contatto

fisico potenzialmente delicato tra interpreti, è vivamente consigliata la presenza dell'IC in sala. In questo

modo, l'IC:

• Monitora le dinamiche relazionali e tutela i confini individuali;

• Suggerisce tecniche di simulazione non invasive e rispettose;

• Interviene tempestivamente in caso di dubbi o disagio, proponendo alternative o sospensioni

temporanee.

Linee guida per i self-tape

Associazione "Intimitalia" – Via Guglielmo Quartucci 294, 00046 Grottaferrata (Roma) – C.F. 92043930582 10Anche nelle sessioni di registrazione di self-tape, non si devono richiedere scene con nudità, gesti sessuali

espliciti o esposizioni fisiche. È responsabilità di casting e produzione fornire indicazioni chiare e precise,

attenendosi rigorosamente ai principi di consenso, professionalità e pertinenza drammaturgica.

9. Linee guida per contratti / riders

Le linee guida internazionali prevedono già da alcuni anni la stipulazione di un rider, una clausola

aggiuntiva al contratto standard che prevede procedure specifiche per le scene che coinvolgono nudità o

sesso simulato.

Linee guida per un corretto approccio nella stesura di contratti / riders per contenuti d'intimità

Al momento della stipula del contratto, tutte le scene che includono nudità, intimità o sesso

simulato/non-simulato devono essere discusse e comunicate per iscritto con il membro del cast e la sua

agenzia, affinché l'accordo avvenga con piena trasparenza.

La funzione dell'allegato sulla nudità/intimità (nudity/intimacy rider) è quella di espandere ulteriormente

la sezione del contratto che si occupa delle scene sensibili. Il rider chiarisce le richieste da parte di regia e

produzione e le disponibilità del cast, specificando nel dettaglio il tipo di nudità, di simulazione, i limiti

specifici dell'interprete e le eventuali protezioni necessarie (modesty garments / barriere / set chiuso).

È buona prassi che l'allegato sia visionato e sottoscritto dall'interprete con un anticipo di almeno 48 ore

dalle riprese.

Nel caso in cui, ad esempio, l'interprete accetti un ruolo che prevede nudità parziale, ma questo venga

riscritto in fasi successive alla firma del contratto e le nuove scene includano livelli più alti di nudità e/o

simulazioni, il consenso deve essere rinegoziato con l'interprete. In caso di rifiuto, questo non potrà

essere considerato una violazione degli accordi legali. In questa fase, l'IC può contribuire alla fluidità della

comunicazione e facilitare la fase di riscrittura.

È importante sottolineare che il consenso dato per una scena o un film precedente non equivale

automaticamente al consenso per una scena o un film successivo.

Un nudity/intimacy rider è un contratto legale e dovrebbe includere:

• una descrizione dettagliata della/e scena/e;

• presenza dell'IC sul set;

• il tipo di nudità o contatto fisico richiesto;

• limitazioni sull'utilizzo delle riprese e delle foto di scena (se presenti);

• elementi di costume concordati (se applicabili);

• ogni altra condizione concordata tra la Produzione e l'Interprete;

• accordo sull'utilizzo o meno di controfigure;

• accordo riguardante l'adozione dei protocolli di set chiuso.

Associazione "Intimitalia" – Via Guglielmo Quartucci 294, 00046 Grottaferrata (Roma) – C.F. 92043930582 1110. Linee guida per set chiuso

È essenziale che, durante la ripresa di scene sensibili, come quelle che coinvolgono nudità, sesso simulato

o intensa vulnerabilità emotiva, il set sia chiuso, per rispetto della privacy, a tutela del cast e della troupe.

Limitare l'accesso al solo personale indispensabile favorisce un ambiente rispettoso, in cui i membri del

cast possono concentrarsi sul proprio lavoro senza il timore di essere espostǝ a dinamiche di

oggettivazione, giudicatǝ o espostǝ inutilmente.

Il set chiuso aiuta inoltre a mantenere confini chiari di consenso, assicurando che siano presenti solo

coloro che hanno un ruolo diretto o di responsabilità nella scena. Questo riduce le distrazioni, minimizza il

rischio di riprese non autorizzate e rispecchia gli standard etici della professione.

In definitiva, un set chiuso non è solo una scelta organizzativa: è un impegno concreto per creare un

ambiente di lavoro rispettoso e informato sui possibili impatti emotivi, mettendo al primo posto il

benessere delle persone coinvolte, minimizzando i rischi.

Situazioni che richiedono un set chiuso

• Nudità.

• Sesso simulato / non simulato.

• Violenza sessuale.

• Violenza non sessuale quando riguarda interpreti minorenni.

• Baci, qualora richiesto dal cast.

• Contenuti traumatici, contenuti sensibili.

Preparazione

In preparazione delle scene che richiedono un set chiuso, l'intimacy coordinator invierà alla produzione i

protocolli in anticipo, cosicché vengano inclusi nel documento dell'OdG (Ordine del Giorno) e tutta la

troupe ne possa prendere visione. Produzione/regia può valutare l'ordine delle riprese per ridurre al

minimo i momenti di esposizione e nudità. L'intimacy coordinator si può coordinare con il reparto costumi

per stabilire le coperture, come accappatoi o coperte, da utilizzare tra un take e l'altro.

Il giorno delle riprese è consigliabile che l'intimacy coordinator tenga una riunione con aiuto regia,

membri della troupe e capo reparto, nella quale si possano discutere i contenuti della scena, i protocolli

del set chiuso e rispondere ad eventuali domande.

Riprese

Durante le riprese, è raccomandabile che la regia si occupi di annunciare e informare la troupe riguardo al

set chiuso e che il cast, la regia, l'intimacy coordinator e il DOP facciano una prova privata in cui verrà

stabilita una parola di sicurezza (safe word) o un'azione specifica utile a chiamare un timeout in caso di

disagio. Durante le riprese della scena è importante che i membri del cast siano coperti immediatamente

prima di: "Azione" e subito dopo lo "Stop" o "Cut".

Associazione "Intimitalia" – Via Guglielmo Quartucci 294, 00046 Grottaferrata (Roma) – C.F. 92043930582 12L'IC e il primo aiuto regia valuteranno insieme il momento in cui sarà di nuovo possibile e sicuro fare

rientrare il resto della troupe per eventuali aggiustamenti.

Durante il set chiuso, nessun telefono/camera/dispositivo di registrazione sarà ammesso e nessun

materiale girato durante le scene a set chiuso può essere usato a scopo promozionale senza il consenso

esplicito del cast.

Monitor

L'utilizzo dei monitor deve essere ridotto al minimo indispensabile e i monitor segnalati, coperti o rivolti

altrove. Inoltre, il Video Village deve disconnettere lo streaming a distanza tramite applicazioni come

QTake o VUER, ove applicabile, e anche l'audio deve essere trasmesso solo a chi ne ha necessità. È

importante che solo le persone autorizzate abbiano accesso alle still giornaliere o ai provini. È

assolutamente vietato per il personale non autorizzato osservare i monitor attivi destinati alla scena.

L'intimacy coordinator comunica direttamente con il DIT le scene sensibili affinché il girato sia protetto e

la visione riservata solo al personale autorizzato.

11. Modesty garments / intimi di servizio

I modesty garments / intimi di servizio sono capi tecnici pensati per tutelare l'intimità e il benessere fisico

del cast durante le riprese di scene che includono nudità o contatti fisici di natura intima. Questi

indumenti, come slip con imbottiture interne, sacchetti per i genitali esterni, reggiseni adesivi, sono

studiati appositamente per coprire aree sensibili del corpo, come:

• l'area genitale (comprese le sacche o le coperture adesive);

• il solco intergluteo;

• i capezzoli e il seno (per performer di qualsiasi genere);

• aree che, secondo contratto o nudity rider, non devono essere visibili nell'inquadratura.

La progettazione, produzione o acquisto di questi capi in passato è stata generalmente responsabilità del

reparto costumi; ora è opportuno che avvenga in consultazione con l'intimacy coordinator, che in questo

modo ne può verificare il design tecnico, la compatibilità con le azioni previste, la corretta vestibilità e

aderenza, l'effetto in camera (per evitare che siano visibili), il rispetto delle esigenze registiche e del cast.

In alcune produzioni, l'intimacy coordinator può fornire direttamente capi specifici per le scene di sesso

simulato o se la tipologia della scena lo richiede.

Nella fase di preproduzione, è essenziale programmare degli incontri tra reparto costumi e intimacy

coordinator in modo da stabilire con chiarezza chi fornirà quali indumenti e accessori.

Inoltre, le conversazioni iniziali potranno essere utili a:

• valutare se le imbottiture interne (garment barriers) saranno necessarie e da chi verranno fornite, se

sono previste modifiche o adattamenti per performer con esigenze specifiche, informarsi su

eventuali allergie o sensibilità a determinati tessuti o adesivi;

Associazione "Intimitalia" – Via Guglielmo Quartucci 294, 00046 Grottaferrata (Roma) – C.F. 92043930582 13• preparare un kit personale per ciascun cast, contenente i modesty garments, le eventuali

imbottiture, accappatoi, calzature comode e, in caso di scene di nudo, borse dell'acqua calda e

versioni multiple dello stesso indumento per eventuali esigenze igieniche o di continuità;

• selezionare indumenti in colori che corrispondano il più possibile al tono della pelle dei membri del

cast;

• fornirsi di adesivi e sistemi di fissaggio specifici per indumenti senza spalline o lacci.

Durante le riprese, l'intimacy coordinator può lavorare a stretto contatto con il reparto costumi per

adattare gli indumenti alle necessità della scena in base all'inquadratura e alla coreografia. Se un membro

del reparto non si sente a proprio agio ad assistere unǝ performer nel momento della vestizione, può

intervenire l'intimacy coordinator, previo accordo tra le parti.

Una volta concluse le riprese, gli indumenti devono essere accuratamente lavati e igienizzati, riposti nel kit

individuale dellǝ performer ed eventualmente sostituiti o integrati, in base alle necessità emerse sul set.

Quando la scena coinvolge altri reparti (make-up, effetti speciali, VFX, oggetti di scena), è fondamentale

coordinarsi con l'intimacy coordinator per ottenere il consenso preventivo dell'artista per ogni elemento

applicato o modificato sul corpo, organizzare eventuali prove costume per accessori delicati (protesi,

oggetti di scena sessuali), stabilire quali modesty siano più adatti a permettere eventuali interventi di VFX

a posteriori, monitorare che gli interventi digitali o prostetici non siano mai visibili. È inoltre fondamentale

ottenere il consenso esplicito dellǝ performer prima dell'applicazione di adesivi, prostetici o make-up sul

suo corpo.

Infine, per quanto riguarda le foto di continuità durante le scene intime:

• È inopportuno scattare foto senza il consenso del cast e l'approvazione della produzione.

• Le immagini devono essere archiviate in modo sicuro e con accesso limitato.

• È preferibile evitare di includere il volto nella foto per proteggere l'identità dell'interprete.

12. Figurazioni – figurazioni speciali – stand-in – body double

Figurazioni, figurazioni speciali, stand-in e body double, così come i ruoli principali, hanno diritto alle

stesse tutele nelle scene di intimità. Nel caso specifico di body double e stunt double, è importante tenere

presente che il tipo di riprese che lǝ coinvolge deve rispettare gli stessi parametri definiti dai nudity riders

del cast.

Al momento dell'ingaggio / in fase di casting. È fondamentale che le persone coinvolte ricevano

informazioni chiare sulla natura della scena, sul tipo di esposizione, azione e/o contatto richiesto, al fine di

assicurare un consenso libero e informato.

Coinvolgimento dell'Intimacy Coordinator. L'Intimacy Coordinator deve essere presente nella fase di

preparazione e durante le riprese, per facilitare la comunicazione, gestire eventuali disagi o richieste.

Contratti e liberatorie specifiche. È raccomandabile che ogni persona coinvolta in una scena di intimità

firmi un documento che attesti il consenso alla specifica attività richiesta (nudità parziale o totale,

simulazione di atti sessuali, contatto fisico, ecc.). È essenziale evitare ambiguità o modifiche dell'ultimo

Associazione "Intimitalia" – Via Guglielmo Quartucci 294, 00046 Grottaferrata (Roma) – C.F. 92043930582 14minuto senza nuovo consenso e comunicare in anticipo il tipo di riprese che verranno effettuate o se si

useranno effetti visivi.

Rispetto della dignità e del comfort. Figurazioni, stand-in, body e stunt double non devono mai essere

espostǝ a situazioni intime senza preparazione, protezioni adeguate, modesty garments, né senza una

conversazione preliminare che definisca i parametri personali. Devono inoltre essere previste pause, spazi

protetti e strumenti per segnalare disagio o rifiuto.

13. Tutela per le persone minorenni

Al fine di tutelare il lavoro minorile nel cinema e nello spettacolo dal vivo, sono già presenti in Italia

normative specifiche che comprendono tutti gli obblighi che le produzioni devono rispettare nei confronti

di minori, genitori e/o accompagnatorǝ. Le produzioni prevedono inoltre l'ingaggio di figure professionali

qualificate e accreditate al supporto emotivo e psicologico delle persone minorenni coinvolte, inclusǝ

neonatǝ, in caso di contenuti o contesti che potrebbero generare stress emotivo, disagio o confusione. È

assolutamente vietato impiegare minori in ruoli che prevedano l'esecuzione diretta di scene pericolose,

inclusi stunt, acrobazie o qualsiasi azione che possa mettere a rischio la loro sicurezza fisica o psicologica.

Il coinvolgimento dell'intimacy coordinator è fondamentale per tutte le scene di contenuto intimo che

coinvolgono persone minorenni, nei casi in cui sia presente:

• contenuto sessuale (attrazione fisica, flirt, bacio, relazione romantica, atti sessuali ecc.);

• relazioni familiari o amicali (minori che si abbracciano, effusioni, manifestazioni affettive da parte dei

genitori, gioco con contatto fisico, allattamento ecc.);

• scene che prevedono nudità o nudità parziale (ad esempio scene ambientate in piscina o al mare);

• scene di parto;

• scene che includono nudità per motivi medici (ad esempio visite mediche);

• scene di violenza sessuale ecc.

In tutti questi casi, in ogni fase del processo produttivo è fortemente consigliata l'assunzione e presenza di

un Intimacy Coordinator per assicurare che l'interprete minorenne non sia soggettǝ a condizioni che

possano compromettere il suo benessere fisico, mentale o emotivo.

Le produzioni sono incoraggiate a collaborare attivamente con l'Intimacy Coordinator e tutte le figure

professionali di supporto, per garantire un ambiente di lavoro che sia protetto, controllato e rispettoso

dello sviluppo e della vulnerabilità delle persone minorenni coinvolte.

In preproduzione l'Intimacy Coordinator incontra insieme a regia e produzione l'interprete minorenne,

insieme ai genitori o all'accompagnatorǝ, per informare e preparare al lavoro specifico richiesto. Sul set

l'Intimacy Coordinator può affiancare la regia nella costruzione dell'azione, avendo cura di garantire in

ogni fase, dove possibile, anche il consenso dellǝ minore. Qualche giorno dopo le riprese l'Intimacy

Coordinator può contattare e offrire all'interprete minorenne il suo sostegno in caso di necessità.

È importante ricordare che quando si lavora con una persona che non è giuridicamente in grado di

esprimere un consenso pienamente valido, come nel caso di una persona minorenne, è utile fare

Associazione "Intimitalia" – Via Guglielmo Quartucci 294, 00046 Grottaferrata (Roma) – C.F. 92043930582 15riferimento al concetto di "consenso stratificato". Questo prevede che, in presenza di scene di intimità,

vengano richiesti due livelli distinti di consenso, rivolti a soggetti diversi, con funzioni differenti:

Il consenso genitoriale è richiesto al genitore o al tutore legale del minore. Questo consenso definisce il

perimetro generale di ciò che è consentito, stabilendo i limiti entro cui è possibile operare.

Il consenso minorile è richiesto direttamente alla persona minorenne. Si tratta di un consenso specifico,

informato e sempre revocabile, che rappresenta l'atto finale e imprescindibile per garantire il diritto

all'autodeterminazione del minore.

Il consenso del genitore non sostituisce quello del minore, ma ne costituisce il quadro di riferimento. Solo

l'integrazione di entrambi rende l'esperienza eticamente e professionalmente sostenibile.

Link utili

Approfondimenti sul tema del consenso (con riferimento a linee guida internazionali sull'Intimacy

Coordination):

• Planned Parenthood – What is consent?

• IDC Professionals – Defining consent: from FRIES to CRISP

• ADHUC (UB) – El sentido de consentir

• ADHUC (UB) – EN

• Columbia Journal of Gender and Law

Contro gli abusi durante le fasi del casting:

• UICD – Linee Guida Provini

• UICD – Linee Guida Self-tape

Tutela dei diritti dei minori e prevenzione degli abusi:

• Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia (UNICEF Italia)

• Convenzione di Lanzarote – Consiglio d'Europa

Protocolli e linee guida internazionali per scene con minori:

• Protocollo Minori SAG-AFTRA

• Protocollo BECTU – Intimacy and child performers (pp. 18–19)

• Permessi minori nello spettacolo

• Ministero del Lavoro – Minori e lavoro

Associazione "Intimitalia" – Via Guglielmo Quartucci 294, 00046 Grottaferrata (Roma) – C.F. 92043930582 16PARTE SECONDA — SALUTE MENTALE, INTERSEZIONALITÀ, PRATICHE

NON CONVENZIONALI

1. Salute mentale e gestione delle scene intime

Norme di riferimento per il benessere psicologico (o emotivo) nella produzione di scene con contenuto

intimo.

Questo protocollo pone particolare attenzione al supporto della salute mentale, adottando un approccio

basato sulla consapevolezza del trauma, che tiene conto delle potenziali vulnerabilità emotive dellǝ

interpreti, specialmente nelle scene di intimità. L' intimacy coordinators svolge un ruolo fondamentale nel

creare uno spazio di lavoro rispettoso durante la produzione di scene intime: promuovendo trasparenza,

comunicazione e consenso informato in ogni fase del processo creativo, al fine di tutelare il benessere

psicologico di tuttǝ lǝ professionistǝ coinvoltǝ, poiché queste scene possono risultare delicate e

coinvolgenti dal punto di vista emotivo.

Questo approccio al lavoro riconosce l'importanza di comprendere il trauma in tutte le sue dimensioni e

di ridurre il rischio di traumatizzazione secondaria. L'obiettivo non è la condivisione dell'esperienza

traumatica, ma la promozione di uno spazio di lavoro consapevole, offrendo alle persone la possibilità di

scelta e controllo, nel rispetto dei propri tempi.

L'Intimacy Coordinator (IC) rappresenta il primo punto di supporto per chi può trovarsi in difficoltà

emotiva prima, durante o dopo una scena intima. È importante che l'IC possieda una preparazione

adeguata in ambito di salute mentale, che comprenda competenze di primo intervento psicologico. Si

specifica che, di norma, l'IC non svolge il ruolo di psicologǝ, in quanto non è professionista abilitatǝ in

ambito psicologico. Tuttavia, possono esserci eccezioni nei casi in cui alcunǝ professionistǝ abbiano una

doppia abilitazione professionale; in tali situazioni, l'assunzione di entrambi i ruoli deve avvenire previo

accordo con la produzione.

Gestione della salute mentale in preproduzione o prima delle riprese

• Colloqui individuali con ogni performer verranno effettuati dall'IC prima della giornata di

prove/riprese sul set in modo da stabilire previamente e in un contesto neutro il consenso specifico

e informato di ogni persona facente parte della scena, sia capire se può essere necessario un altro

tipo di supporto.

• L'IC potrebbe consigliare alla produzione di assumere unǝ professionista della salute mentale (es.

psicologǝ, psicoterapeutǝ) per supportare il cast e la troupe, qualora sia presente un contenuto

particolarmente sensibile (es. incesto, aborto, violenza sessuale ecc.).

• È consigliabile fornire un avviso di contenuto all'intera troupe, soprattutto in presenza di scene

potenzialmente attivanti o disturbanti, così da offrire a chi ne avesse bisogno la possibilità di

allontanarsi dal set o di organizzare eventuali sostituzioni con il giusto anticipo.

Associazione "Intimitalia" – Via Guglielmo Quartucci 294, 00046 Grottaferrata (Roma) – C.F. 92043930582 172. Coordinamento interdisciplinare

Coinvolgimento di figure specialistiche. In situazioni specifiche particolarmente sensibili, l'IC può

richiedere il coinvolgimento di figure specialistiche, quali:

• psicologǝ o consulenti specializzatǝ, soprattutto in presenza di interpreti minorenni o in scene che

trattano traumi, violenza o contenuti psicologicamente complessi;

• esperti di pratiche BDSM, Shibari o altre espressioni alternative di intimità, se la scena coinvolge

dinamiche e coreografie complesse di dominazione/sottomissione, bondage (legature), uso del

dolore consensuale o pratiche legate a ruoli di potere;

• consulenti per la body art, in caso di scene che includono modificazioni corporee, body painting,

piercing, tatuaggi o pratiche rituali;

• esperti culturali, di genere o di comunità, se i contenuti toccano temi religiosi, etnici o identitari

particolarmente delicati.

L'IC ha inoltre il compito di facilitare la comunicazione tra figure specialistiche esterne, regia e produzione,

contribuendo alla definizione di un linguaggio comune, attraverso la mediazione tra esigenze artistiche, di

sicurezza e tutela dei consensi.

3. Rappresentazione ed intersezionalità nelle scene con contenuto intimo

La rappresentazione dell'intimità nelle opere audiovisive non è mai neutra: contribuisce a modellare

l'immaginario collettivo e a influenzare il modo in cui il pubblico percepisce i corpi, le relazioni, il consenso

e il desiderio. Per questo motivo, il modo in cui l'intimità viene raccontata sullo schermo dovrebbe essere

oggetto di una riflessione consapevole fin dalle prime fasi del processo creativo.

È fondamentale che tali scelte vengano discusse già in preproduzione, attraverso un confronto aperto e

strutturato tra regista, produzione, showrunner, interpretǝ e IC. Questo dialogo preliminare permette di

chiarire le intenzioni narrative, definire limiti e responsabilità, e costruire una visione condivisa delle

scene intime. In questo modo si riduce il rischio di ricorrere a rappresentazioni che potrebbero rafforzare

tabù, stereotipi o pregiudizi culturali, di genere o di orientamento.

Un approccio consapevole e collaborativo contribuisce a una narrazione più autentica, rispettosa e

complessa dell'intimità, capace di rispecchiare la pluralità delle esperienze umane. Una corretta

rappresentazione della sessualità nelle scene di intimità è particolarmente importante quando riguarda

persone e corpi fuori dai canoni dominanti (per genere, orientamento sessuale, etnia, abilità, età, identità

di genere, neurodivergenza, ecc.).

Per contrastare stereotipi e narrazioni dannose

Le persone appartenenti a gruppi sottorappresentati sono spesso raccontate attraverso cliché:

ipersessualizzazione, de-sessualizzazione, feticizzazione o patologizzazione. Mostrare una sessualità

autentica e complessa aiuta a rompere queste narrazioni riduttive e a restituire umanità, evitando che il

pubblico interiorizzi immagini stereotipate.

Associazione "Intimitalia" – Via Guglielmo Quartucci 294, 00046 Grottaferrata (Roma) – C.F. 92043930582 18Per affermare l'esistenza e la legittimità del desiderio

Storicamente, molti gruppi sono stati privati del diritto di essere visti come soggetti desideranti (ad

esempio persone con disabilità, persone anziane, corpi non conformi). Una rappresentazione accurata

afferma che il desiderio e il piacere non appartengono a un solo tipo di corpo o relazione.

Per responsabilità culturale e impatto sociale

Cinema, TV e media non si limitano a riflettere la realtà: la costruiscono. Rappresentazioni scorrette

possono rafforzare stigma e discriminazioni; rappresentazioni attente possono invece generare

riconoscimento, empatia e cambiamento culturale.

Per evitare lo sguardo dominante ("male gaze", "normative gaze")

Una sessualità raccontata solo dal punto di vista egemone tende a ridurre, uniformare, oggettificare. Una

rappresentazione plurale implica interrogarsi in maniera critica, cercando uno sguardo complesso che non

trasformi l'intimità in merce di consumo.

Per una maggiore autenticità narrativa e artistica

Scene di intimità ben costruite, soprattutto quando coinvolgono esperienze non normate, rendono le

storie più credibili, profonde e complesse.

In sintesi, una rappresentazione critica della sessualità fuori dai canoni non è solo una questione di

"inclusività", ma di giustizia simbolica e responsabilità culturale.

4. Rappresentazione dell'intimità delle diverse identità sessuali

LGBTQIA+ è un termine ampio, che prova a dare spazio a molte identità, orientamenti ed esperienze

diverse. Il "+" resta volutamente aperto, per includere tutte quelle soggettività che non stanno dentro

definizioni precise e che spesso si riconoscono in un'idea più fluida di identità e desiderio.

Quando si lavora con artisti LGBTQIA+, soprattutto in contesti che coinvolgono l'intimità, può essere utile

partire da una posizione di ascolto. È necessario evitare di dare per scontato come una persona si

identifichi, cosa conosca o cosa desideri mostrare, permettendo così di costruire uno spazio di lavoro più

rispettoso. La condivisione di aspetti legati alla sessualità o all'identità di genere è sempre una scelta

personale.

Il confronto con figure competenti sulle tematiche LGBTQIA+ può essere un supporto prezioso per una

rappresentazione accurata.

Più che seguire regole rigide, lavorare sull'intimità richiede attenzione, flessibilità e cura. Una formazione

che tenga conto della varietà delle esperienze di genere e sessualità può sostenere questo approccio e

aiutare a creare un ambiente di lavoro più consapevole e accogliente.

Associazione "Intimitalia" – Via Guglielmo Quartucci 294, 00046 Grottaferrata (Roma) – C.F. 92043930582 195. Rappresentazione dell'intimità delle persone con disabilità

Quando si lavora con performer con disabilità, in particolare in contesti che coinvolgono la

rappresentazione dell'intimità, è essenziale partire dal riconoscimento dell'unicità di ogni esperienza.

Poiché non tutte le disabilità sono visibili, diventa ancora più importante adottare un approccio fondato

sull'attenzione, sull'ascolto e su una reale disponibilità al dialogo, evitando qualsiasi forma di pregiudizio o

semplificazione.

Nell'affrontare scene che ritraggono l'intimità di persone con disabilità, la produzione ha la responsabilità

di garantire che tutte le figure professionali coinvolte siano dotate di una formazione specifica su

disabilità. Il contributo di una figura esperta in accessibilità (consulentǝ con competenze adeguate) può

rappresentare un valore significativo, accompagnando il lavoro del gruppo e facilitando l'individuazione di

soluzioni pratiche capaci di rispondere alle diverse esigenze senza appesantire il processo creativo. Anche

le scelte relative ai costumi e all'intimo di servizio richiedono una particolare sensibilità: in alcuni casi può

essere necessario adattare o sviluppare soluzioni dedicate. Tali decisioni dovrebbero sempre maturare

attraverso un confronto attento con l'intimacy coordinator, performers e, quando opportuno, con

consulenti competenti, al fine di garantire comfort, rispetto e piena libertà di scelta.

6. Rappresentazione culturale e religiosa

La rappresentazione dell'intimità di personaggi appartenenti a diversi contesti culturali, etnici e religiosi

richiede un'attenzione particolare, fondata sul rispetto, sull'ascolto e sulla volontà di restituire esperienze

autentiche e non stereotipate. Un approccio consapevole in questo ambito può contribuire a dare

visibilità a gruppi storicamente marginalizzati, a contrastare pregiudizi e false credenze e a promuovere

una narrazione più inclusiva e responsabile.

Poiché ogni cultura e tradizione religiosa esprime valori, codici e atteggiamenti specifici nei confronti del

corpo, della sessualità e dell'intimità, è fondamentale che tali elementi vengano compresi e integrati nel

processo creativo. Il coinvolgimento di una figura con competenze specifiche in ambito culturale e/o

religioso può costituire un supporto significativo alla costruzione narrativa e alla messa in scena delle

sequenze intime, contribuendo a evitare narrazioni improprie o riduttive.

Allo stesso tempo, è necessario riconoscere che alcunǝ artistǝ, in relazione alle proprie convinzioni

culturali o pratiche religiose, potrebbero non sentirsi a proprio agio nel rappresentare determinati

contenuti intimi. Per questo motivo, sono imprescindibili incontri approfonditi in fase di preproduzione

tra interpreti e intimacy coordinator, al fine di definire con chiarezza limiti, possibilità e modalità di

rappresentazione, nel pieno rispetto del consenso.

Anche l'utilizzo di modesty garments, coperture aggiuntive o soluzioni tecniche specifiche può variare in

base alle esigenze culturali o religiose dell'artista. Tali scelte dovrebbero essere affrontate con sensibilità

e flessibilità, attraverso un dialogo continuo, garantendo sempre dignità e comfort nel lavoro.

Associazione "Intimitalia" – Via Guglielmo Quartucci 294, 00046 Grottaferrata (Roma) – C.F. 92043930582 207. Espressioni alternative di intimità

La gestione di scene che coinvolgono espressioni alternative di intimità — come BDSM, Fetish e

Shibari/Bondage — richiede un approccio altamente specializzato, fondato su:

• Conoscenza tecnica delle pratiche, dei linguaggi e delle dinamiche specifiche;

• Consapevolezza dei rischi emotivi, psicologici e fisici associati;

• Linee guida strutturate per il consenso, adattate alla natura non convenzionale di queste

interazioni.

Queste scene possono essere simulate, non simulate o includere elementi di entrambi gli approcci. La

loro complessità impone una pianificazione dettagliata che tenga conto del grado di esposizione, della

sensibilità del contenuto e della preparazione del cast.

Scene con elementi di fight / unarmed combat

Pratiche come il BDSM o altre espressioni alternative di intimità possono coinvolgere azioni come lo

strangolamento (choking), lo schiaffeggiamento (spanking) o il colpire con oggetti (whipping, caning,

flogging) che ricadono nell'area del combattimento simulato (fight o unarmed combat). In questi casi:

• È raccomandabile lavorare con un Intimacy Coordinator specializzato in pratiche di intimità non

convenzionali.

• È necessario coinvolgere un Fight Coordinator in caso di coreografie e azioni complesse. In questo

contesto, IC e Fight/Stunt Coordinator collaborano alla creazione della coreografia.

Coinvolgimento di esperti esterni

In base alla complessità e alla natura del contenuto, può essere necessario coinvolgere sul set figure con

competenze professionali specifiche, ad esempio:

• Una Dominatrice/Dominatrix (professionista del BDSM) per garantire accuratezza e sicurezza nelle

dinamiche di dominazione e sottomissione.

• Un Rigger (legatore professionista) per scene di shibari che prevedano nodi complessi,

immobilizzazioni prolungate o sospensioni.

• Altri consulenti tecnici nel caso di pratiche feticiste più specifiche o che coinvolgono materiali o

attrezzature particolari (per esempio nel caso del cosiddetto "breath play", "mummification", ecc.).

Safe word

La safe word è uno strumento fondamentale per garantire la sicurezza emotiva e fisica durante le scene

intime, in particolare in contesti BDSM, fetish o shibari. Si tratta di una parola chiave, definita prima della

scena con l'Intimacy Coordinator, che consente di interrompere immediatamente l'azione in caso di

disagio. Deve essere chiara, fuori contesto e conosciuta da tutto il gruppo coinvolto.

Nel caso in cui la parola non possa essere pronunciata (es. in scene con bavaglio o immobilizzazione), si

concorda un segnale fisico alternativo. L'uso della safe word è sempre valido, rispettato senza eccezioni e

non comporta alcuna conseguenza negativa.

Associazione "Intimitalia" – Via Guglielmo Quartucci 294, 00046 Grottaferrata (Roma) – C.F. 92043930582 21Equipaggiamento specifico

L'Intimacy Kit dell'IC deve essere aggiornato e adattato alle esigenze di queste scene. È consigliabile

includere:

• Forbici di sicurezza (blunt tip) per tagliare corde in emergenza;

• Palline antistress o oggetti per la regolazione sensoriale;

• Gel lenitivi per la pelle;

• Salviette igieniche e materiali per la pulizia;

• Snack o barrette energetiche per il recupero post-scena;

• Mentine per la freschezza dell'alito;

• Kit di primo soccorso con componenti aggiornati.

Glossario

BDSM — insieme di pratiche che includono Bondage, Disciplina, Dominazione, Sottomissione, Sadismo e

Masochismo.

Fetish — attrazione erotica verso oggetti, materiali, gesti o parti del corpo non convenzionalmente erotici.

Shibari — forma di bondage giapponese artistico che enfatizza estetica, connessione emotiva e, in alcuni

casi, immobilizzazione tramite corde.

Associazione "Intimitalia" – Via Guglielmo Quartucci 294, 00046 Grottaferrata (Roma) – C.F. 92043930582 22PARTE TERZA — LINEE GUIDA PER LA PRESENZA DELL'INTIMACY

COORDINATOR IN SCENE DI INTIMITÀ NON SIMULATE

Una premessa è necessaria quando si distingue tra scene di intimità simulate e non simulate. Nel

contesto delle riprese cinematografiche, è fondamentale riconoscere che anche le scene di intimità

"simulate" possono contenere elementi "non simulati", come baci, carezze, contatto fisico prolungato,

mani o oggetti in bocca, ecc.

Questi momenti, pur rientrando nella finzione narrativa, hanno un impatto reale sugli interpreti coinvolti.

Per questo motivo, è essenziale adottare una lettura attenta delle diverse gradazioni dell'intimità in

scena, distinguendo tra ciò che è coreografato e simulato, e ciò che comporta interazioni fisiche reali,

anche se non esplicitamente sessuali.

In caso di scene che prevedano complesse dinamiche di intimità non simulata, come per esempio

intercorsi sessuali, è obbligatoria l'adozione di misure specifiche per garantire il rispetto, il benessere

psicofisico e la sicurezza di tutti gli interpreti coinvolti. La presenza dell'Intimacy Coordinator (IC) è uno

degli strumenti principali per garantire tali condizioni.

Compiti e responsabilità dell'Intimacy Coordinator (IC) in scene di intimità non simulate

L'Intimacy Coordinator è responsabile degli aspetti legati al consenso, alla comunicazione e al benessere

degli interpreti durante le scene di intimità non simulate. Le sue funzioni comprendono:

Valutazione del rischio in fase di preproduzione. Dopo lo spoglio della sceneggiatura, l'IC redige una

valutazione del rischio specifica per ogni scena di intimità non simulata. Questo documento viene

condiviso con la produzione e aiuta a definire misure preventive, criticità potenziali e strategie di tutela.

Preparazione e supporto agli attori. Si assicura, prima delle riprese, che gli interpreti siano pienamente

informati su quanto accadrà in scena — tramite incontri, telefonate o videochiamate — e offre loro la

possibilità di comunicare eventuali limiti, necessità o preoccupazioni prima di arrivare sul set.

Gestione del consenso informato sul set. Verifica che ogni parte della scena sia compresa, accettata e

approvata formalmente dagli attori prima di iniziare a girare e, se necessario, propone l'utilizzo di

strumenti condivisi (per esempio una safe word) per consentire all'interprete di fermare la scena in caso

di disagio. Fornisce uno spazio sicuro per porre limiti, fare domande e comunicare eventuali disagi. Se

necessario, propone esercizi di connessione intima prima dell'inizio delle riprese.

Monitoraggio e supporto durante le riprese. È presente sul set per osservare e vigilare sul corretto

svolgimento della scena. Interviene in caso di crisi emotive, incomprensioni, mancanza di rispetto dei

limiti o violazioni del consenso. Supporta la gestione e l'utilizzo di materiali a consumo per la gestione di

scene intime.

Kit di supporto

Associazione "Intimitalia" – Via Guglielmo Quartucci 294, 00046 Grottaferrata (Roma) – C.F. 92043930582 23Porta sul set un kit personale contenente materiali monouso e sanitari, tra cui:

• lubrificante;

• tamponi e assorbenti;

• preservativi;

• salviette umidificate;

• altri prodotti igienici e materiali a consumo.

Tali materiali devono essere finanziati dalla produzione come parte integrante della preparazione della

scena.

Checklist individuale degli attori sul set. L'IC mantiene aggiornata una checklist per ciascun interprete

contenente: gli atti sessuali previsti dalla scena, i limiti dichiarati, gli strumenti di protezione utilizzati (es.

modesty garments, barriere, ecc.).

Gestione di situazioni critiche sul set. Predispone un documento interno con linee guida operative per

affrontare eventuali momenti di crisi psicologica o emotiva legati alla scena. È il primo punto di

riferimento in caso emergano segni di malessere mentale prima, durante o dopo la ripresa.

Decompressione e valutazione post-scena (aftercare). Al termine della ripresa, effettua un controllo sullo

stato emotivo e psicologico degli attori tramite comunicazione verbale e/o esercizi.

Report finale alla produzione. Dopo le riprese, redige un report finale da consegnare alla produzione,

contenente: l'esito della scena, eventuali osservazioni rilevanti, segnalazioni di criticità gestite o da

monitorare.

Nota importante. L'IC non è responsabile della gestione o del controllo delle procedure mediche o

sanitarie, come i test per le malattie sessualmente trasmissibili (MST) o la raccolta di

documentazione clinica. Queste incombenze sono a carico esclusivo della produzione.

Associazione "Intimitalia" – Via Guglielmo Quartucci 294, 00046 Grottaferrata (Roma) – C.F. 92043930582